Chiarimenti in merito alla modalità delle lezioni in presenza per il 50% degli alunni di ogni classe

Alla luce di alcune richieste e lamentele in merito alla modalità di gestione del 50% degli alunni in presenza adottate dall’Istituto Marzotto Luzzatti fino ad oggi, si ritiene doveroso fornire alcuni chiarimenti.

La scelta, approvata nel collegio docenti di dicembre nel caso in cui non fosse stato possibile il rientro al 75% (delle classi) dopo le vacanze natalizie -e adottata in continuità visto che la situazione epidemiologica non  ha consentito, e non consente tuttora, il rientro in presenza per una percentuale maggiore, di far venire a scuola in presenza il 50% degli alunni di ogni classe (gruppo A e gruppo B) non è stata presa “a cuor leggero” o in maniera superficiale, ma soppesando in maniera approfondita e analitica tutte le possibilità.

Siamo pienamente consapevoli che la soluzione proposta presenta numerosi limiti (didattici – soprattutto per le discipline laboratoriali, ma non solo -, tecnici, ma anche “sociali”, perché “spezza” in 2 i gruppi classe creando attriti e contrasti tra i ragazzi stessi), ma sappiamo anche che in questo momento storico nessuna soluzione sarebbe priva di criticità.

La decisione di continuare con il 50% ALL’INTERNO DELLE CLASSI nasce da una serie di considerazioni che cerchiamo di seguito di riassumere.

  1. Il 50% degli alunni in presenza all’interno di ogni classe permette un maggior distanziamento degli stessi all’interno delle aule; il distanziamento fisico appare, alla luce dell’attuale andamento epidemiologico e dell’ingresso in Italia delle nuove “varianti” del Covid (più potenti e facilmente trasmissibili) quanto mai opportuno. Si fa notare, a tal proposito, che alcune classi dell’Istituto sono costituite da più di 25 alunni e che molte aule non sono ampie;
  2. La presenza a scuola del 50% delle classi (come si era previsto per l’opzione 75%, che avrebbe consentito a tutte le classi di frequentare in presenza almeno 3 giorni su 5), per questioni numeriche e logistiche, presenta numerosi limiti:
    1. In alcuni casi le classi verrebbero a scuola solo 2 giorni su 5  e la presenza a scuola delle classi 2 giorni fissi su 5 comporterebbe che le lezioni di alcune discipline sarebbero sempre svolte solo a distanza; il rischio sarebbe ovviamente maggiore per le discipline con un monte ore settimanale esiguo: se collocate nei 3 giorni di didattica a distanza non sarebbero mai fatte in presenza (in pratica alcuni docenti non vedrebbero mai in presenza alcune classi, mentre ora riescono a vedere almeno la metà di tutte le classi)
    2. Sarebbero fortemente penalizzate le attività laboratoriali delle classi molto numerose perché la capienza massima dei laboratori, in base alle norme anti-Covid , varia da 15 a 24 persone
  3. L’eventuale possibilità di contagio e il conseguente tracciamento dei contatti in caso di positività di un alunno (o di un docente) sono diversi nel caso di frequenza in presenza del 50% all’interno di una classe o del 50% delle classi: nel primo caso i contatti sono limitati alla metà della classe, nel secondo caso sono tutti i compagni di classe.
  4. Con la modalità adottata fino ad oggi – 50% all’interno di ogni classe – quasi tutti gli insegnanti nell’arco della settimana vedono entrambi i gruppi almeno una volta in presenza e quindi possono prontamente intervenire in caso di studenti che non abbiano capito argomenti fatti a distanza; questa possibilità  non sarebbe garantita nel caso della presenza del 50% delle classi (dal punto di vista didattico con un piccolo gruppo in presenza è più facile cogliere le difficoltà del singolo studente e quindi intervenire prontamente per risolvere i dubbi).

Nella piena consapevolezza che non esiste la soluzione perfetta ad un problema che rivela variegate e differenziate sfaccettature, riteniamo quindi, perlomeno a questa data, che la modalità fino a qui adottata di gestione del 50% degli alunni, non solo sia la più “indolore”, ma anche quella che offre più vantaggi.

Il Dirigente Scolastico
Prof.ssa Afra Gecele

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